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  • Immagine del redattoreDott.ssa Rosa Condello

Perché ho scelto di non bere più latte vaccino


Fino a qualche tempo fa medici, pediatri e nutrizionisti tendevano a considerare il latte vaccino come “alimento sano ed equilibrato da un punto di vista nutrizionale”. In effetti il latte è un perfetto mix di carboidrati proteine e grassi, qualità che lo porto ad essere annoverato come "alimento completo".


Ma ciascun alimento è molto di più di un contenuto di calorie e macronutrienti: ogni alimento trasferisce preziose informazioni (buone o cattive) al nostro DNA e i suoi nutrienti possono interagire in modo più o meno positivo con il nostro corpo.


MOTIVO 1


La maggior parte delle persone, dopo i 3 anni, non ha più gli enzimi digestivi per digerire in modo opportuno i latticini.


Se pensi di digerire benissimo il latte, rifletti: sei stitica/o, hai spesso feci molli, hai spesso gonfiore addominale e/o flatulenza, soffri di emicranie, hai una malattia autoimmune, hai l’acne o eczemi? Se hai risposto sì anche solo a una di queste domande, forse che forse, proverei a togliere il latte e i latticini dalla tua alimentazione per un mese. Succederà il miracolo. I tuoi sintomi svaniranno nel nulla.


MOTIVO 2


Il latte ormai non è più il latte delle vacche felici che pascolavano l’erba in montagna. Ora la maggior parte del latte che si beve è di vacche trattate con ormoni per produrre più latte e con antibiotici per evitare che si ammalino. Nutrite con granaglie che rendono il latte ricco di omega 6 pro-infiammatori anziché gli omega-3 di cui era ricco quello delle vacche che mangiavano erba. In più queste granaglie contengono pesticidi, erbicidi e chi più ne ha più ne metta.


Ecco che tutto questo ambaradan di tossine (xenosterogeni, antibiotici, pesticidi, erbicidi, ecc.) vanno a finire tutti nel latte che molte persone ancora bevono tutti i santi giorni a colazione.


Questo cosa comporta? Gli ormoni (simili agli estrogeni femminili) interferiscono inevitabilmente con il nostro sistema endocrino, gli antibiotici somministrati così a basso dosaggio ci rendono resistenti ad antibiotici simili di cui un giorno potremmo avere bisogno e pesticidi ed erbicidi affaticano il fegato, il nostro organo preposto alla detossificazione delle tossine. E se scelgo il latte bio? Domanda lecita. Meglio, ma leggi di seguito.


MOTIVO 3


Il latte contiene lattosio (uno zucchero) al quale moltissime persone sono intolleranti.


E se scelgo i prodotti senza lattosio? Sono peggio di quelli con il lattosio perché 1. Se il latte vaccino ha il lattosio una ragione c’è! Va bene che ormai pensiamo che la Natura sia scema, ma vi assicuro che non lo è affatto! 2. I latticini “senza lattosio” di solito contengono una piccola quantità di lattosio, quindi, sono pur sempre irritanti per l’intestino.


MOTIVO 4


Ma il vero problema del latte non è il lattosio, bensì la caseina. La principale proteina contenuta nel latte vaccino, estremamente indigesta ai più.


Questa sostanza colloidale, come spiega la Dott.ssa Maria Rosa Di Fazio nei suoi libri, atrofizza i villi intestinali contrastando la loro funzione principale: assorbire i nutrienti contenuti in ciò che mangiamo.


Inoltre, la caseina agisce sui recettori oppioidi del cervello. Si esatto, quando mangiamo il formaggio o beviamo il latte è come se ci fumassimo una canna. Ecco perché creano così dipendenza.


Ultima cosa, forse la peggiore: la caseina è molto probabilmente legata all’insorgere di tumori in cui la componente ormonale è rilevante, ossia tumori alla prostata, all’apparato riproduttivo femminile, al seno e alla tiroide.


MOTIVO 5


Il latte contiene una sostanza chiamata IGF-1 (insulin like growth factor) che è responsabile della crescita cellulare. E meno male che esiste visto che il latte vaccino deve far crescere un vitellino che ha una notevole stazza. Peccato però che se noi il latte vaccino lo beviamo tutti i giorni, soprattutto se siamo adulti e non dobbiamo più crescere, stimoliamo una crescita cellulare di cui non abbiamo alcun bisogno se non per diventare un po’ più grossi se facciamo palestra.


Cosa da non sottovalutare, però, è che IGF-1 agisce indistintamente su tutte le cellule, anche le cellule tumorali. Direte: ma io non ho un tumore! S-nì. Come dice la illuminata Dott.ssa Maria Rosa di Fazio, oncologa di fama internazionale: “Il problema è che noi non sappiamo come siamo fatti dentro né tantomeno in quale misura possiamo essere predisposti a malattie tumorali”.


E anche se è brutto e un pò scioccante sentirselo dire, la verità è che è molto raro che una persona si accorga di avere un tumore nell’esatto momento in cui le cellule tumorali iniziano a formarsi: purtroppo ce ne si accorge quando la malattia è in uno stadio più o meno avanzato, ma di sicuro non iniziale. Quindi perché rischiare di alimentare giorno dopo giorno, tazza di latte dopo tazza di latte, un male che potrebbe crescerci dentro? Sarebbe da folli.


E qui non c’entra il “ma io lo digerisco bene”. Questo effetto è indipendente dalla digestione. È un’informazione che il latte, per sua natura, porta con sé.


MOTIVO 6


Il latte è un alimento altamente acidificante (acidificazione del tessuto connettivo, non del sangue sia chiaro!).

Ormai è risaputo che “lo stato di acidificazione, che si ha quando il pH (delle urine) è inferiore a 6, è al tempo stesso causa e sintomo di uno stato infiammatorio anche leggero, ma cronico, quello che con il termine medico anglosassone viene correntemente chiamato low grade inflammation. (…) Lo stato infiammatorio leggero, se cronico, è “la Madre” di tutte le peggiori patologie, da quelle autoimmuni fino ad arrivare alla punta dell’iceberg del male, cioè i tumori”. (tratto da “Sconfiggere il Male” della Dott.ssa Maria Rosa di Fazio)


MOTIVO 7


Non vorrei poi cadere in una banalità, ma vorrei ricordarvi che siamo gli unici mammiferi al mondo che bevono il latte di mammiferi di altre specie. Due domande me le farei.


DA DOVE PRENDI IL CALCIO SE NON BEVI PIÙ LATTE?


Domanda classica e davvero infondata poiché ci sono tantissime fonti vegetali come il sesamo (e tahini), le mandorle e le verdure a foglia verde che lo contengono e non hanno gli “effetti collaterali” del latte.


Pensate a quanto sono state brave le multinazionali a farci credere che senza latte le nostre ossa possano sgretolarsi. Chapeau davvero. Operazione di marketing riuscita con successo. Peccato però che hanno ormai dimostrato che l’insorgere dell’osteoporosi è molto maggiore nei paesi in cui si consuma il latte vaccino.


Tutto ciò è dovuto al fatto che quando consumiamo il latte che è altamente acidificante, il nostro corpo deve tamponare questa acidità per riportare il corpo in omeostasi e da dove prende il calcio? Dall’osseina contenuta nelle ossa. Ecco così che se beviamo il latte vaccino le nostre ossa si demineralizzano e perdono calcio. Esatto, otteniamo l’effetto esattamente opposto!


Nota. È di fondamentale importanza assumere adeguati dosi di vitamina D3 che ha il compito di fissare il calcio nelle ossa. La vitamina D3 si trova nel tuorlo d’uovo o può essere sintetizzata dal corpo quando ci esponiamo al sole, ma la maggior parte delle persone ne è carente e un’opportuna integrazione risulta spesso essere necessaria.

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